/ Approfondimenti / SI PUÒ VIVERE DI TRADING? INTERVISTA A GABRIELE BELLELLI

SI PUÒ VIVERE DI TRADING? INTERVISTA A GABRIELE BELLELLI

Vincenzo Quarta on 27 gennaio 2014 - 23:35 in Approfondimenti, Interviste

Gabriele Bellelli è un trader privato che opera principalmente su azioni, obbligazioni e future sui principali indici. Ha scritto i libri “Mani in alto, questa è una banca!” e “Indicatori ed oscillatori per il trading di precisione” oltre ad aver collaborato alla realizzazione delle due edizioni del libro “Visual Trader. Implementare strategie vincenti”. E’ relatore in diversi corsi ed eventi dedicati al trading e collabora con Traderlink, Trend On Line e TradingLibrary. Da lunedì 20 gennaio sono riprese le sue video conferenze che si svolgono, con frequenza mensile, da circa 5 anni e durante le quali analizza la situazione dei mercati finanziari per poi illustrare quali potrebbero essere, secondo il suo punto di vista, le migliori opportunità di trading. “Dove investire nel 2014” è il titolo del primo appuntamento della serie di webinar.

Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio questi suoi appuntamenti serali e rivolgergli qualche domanda sulla sua attività di trader e non solo, al fine di scoprire qualche piccolo segreto ed avere alcuni utili consigli.

Dr. Bellelli, ci parli delle sue video conferenze serali: come si svolgono e quali argomenti vengono trattati?

La video conferenza si svolge la sera, dalle 21 alle 22:30, per dare la possibilità a chi durante il giorno lavora di partecipare ed ha un taglio assolutamente pratico e concreto. Durante la conferenza, oltre ad analizzare i titoli, spiego passo per passo le modalità con cui svolgo le analisi ed in questo modo di fatto insegno ai partecipanti il mio metodo operativo: sia come selezionare i migliori mercati , settori, titoli sia come analizzare la tendenza dei prezzi e cercare di filtrare (per quanto possibile) i falsi segnali. Tutto questo con un linguaggio semplice e da uomo della strada per cui , nei limiti del possibile, cerco di evitare il linguaggio tecnico per essere comprensibile da tutti. Gli argomenti trattati spaziano dagli indici, alle azioni ed agli ETF ma non disdegno anche altri asset se si presentano soluzioni interessanti. L’idea è quella di aiutare gli investitori a selezionare le migliori opportunità del momento affrontando i mercati con la prudenza del buon padre di famiglia.

Parliamo un po’ della sua attività: oltre a quella di trader, ne svolge altre?

Negli ultimi tempi, alla mia attività di trader, ho affiancato la nuova attività di “consulente finanziario indipendente” con cui aiuto i miei clienti a costruire un portafoglio personalizzato ed in linea con i propri obiettivi finanziari. Inoltre, un paio di volte all’anno, svolgo attività di formazione per insegnare ad investire su obbligazioni, azioni ed ETF. Infine, dal lontano 2000, aggiorno il mio sito www.bellelli.biz dove ogni giorno fornisco gratuitamente analisi, commenti e segnali operativi sui principali mercati finanziari.

La domanda che un po’ tutti si fanno, quando sia avvicinano a questo mondo è: Si può vivere di solo trading?

Si, si può vivere di solo trading. Il punto è che, oltre alla preparazione ed all’esperienza, è necessario essere “capitalizzati”. Personalmente, ritengo che siano necessari almeno 200-300 mila euro per poter comporre un portafoglio diversificato negli asset ( liquidità, obbligazioni, azioni e derivati ) e senza dover fare un ampio uso della leva finanziaria. Chi è sottocapitalizzato, infatti, è costretto a ricorrere in modo massiccio alla leva finanziaria, oppure ad utilizzare solo strumenti ad alto rischio, per poter ottenere un guadagno che permetta di vivere. Al contrario, un investitore ben capitalizzato, può permettersi una minore esposizione alla leva ed al rischio, ed anzi, inserire in portafogli anche asset finanziari a rischio contenuto e con rendimento certo.

Trader si nasce o si diventa? E che cosa serve per essere un buon trader?

Sembrerà strano ma entrambe le risposte hanno un fondo di verità. E’ sicuramente vero che il trading lo si può apprendere grazie allo studio ed all’esperienza pratica. Come è possibile imparare il mestiere di medico o di avvocato, allo stesso modo è possibile imparare a maneggiare con profitto anche azioni, ETF o altri prodotti finanziari. Al tempo stesso, però, è anche vero che non tutti gli stili e tutti gli strumenti sono idonei a tutti gli investitori. Personalmente ritengo che l’operatività intraday, oppure sui derivati, non sia idonea ad ogni investitore e che per questi prodotti siano necessarie alcune caratteristiche , ad esempio il sangue freddo e la gestione dell’emotività, che sono doti naturali con cui o ci nasci o non te le puoi inventare. Per essere un buon trader occorre un mix tra conoscenza degli strumenti e dei metodi operativi, esperienza pratica che si sviluppa nel corso degli anni ma anche gestione della componente psicologica. Ritengo che diventare un bravo trader sia possibile ma che sia il risultato di un percorso lungo e irto di difficoltà.

Pertanto il trading non è un’attività per chi ha il “cuore debole”. Lei ha parlato di componente psicologica e gestione delle emozioni, quindi sono importanti anche nel trading? E quanto rispetto alla tecnica?

Si, la parte psicologica e di gestione dell’ego è determinante nel trading! Personalmente credo che nel trading il 70% del risultato sia determinato dall’approccio mentale e solo il 30% sia dettato dalla tecnica. Per fortuna non tutti gli strumenti finanziari comportano un elevato stress psicologico. Ad esempio un investitore emotivo dovrebbe concentrare la propria operatività sulle obbligazioni che sono uno strumento che non mette quasi mai in affanno e sotto stress il capitale psicologico.

Lei cosa consiglia a quanti vorrebbero intraprendere questa attività?

Il mio primo consiglio è quello di studiare inizialmente tutti i prodotti finanziari disponibili sui mercati, in modo tale che di ciascuno si conoscano le caratteristiche, i pregi ed i difetti, oltre che il grado di rischio. Nel corso degli anni ho visto decine di persone perdere soldi in modo stupido, a causa della mancata conoscenza del prodotto finanziario su cui stavano operando. Un esempio è la mancanza di conoscenza del “contango” e della sua simpatica influenza sui prezzi degli ETC. Il secondo consiglio è quello di procedere per gradi, sia per quanto riguarda la conoscenza che l’operatività. Inizialmente consiglio di iniziare a studiare e ad operare sulle obbligazioni. Solo quando si avrà raggiunto una buona profittabilità sarà opportuno rivolgere l’attenzione ad altri strumenti finanziari. Infine agli inizi sconsiglio di utilizzare la leva finanziaria che nelle mani di un neofita è un ottimo strumento per bruciare il conto e perdere parecchio denaro. Dal mio punto di vista la leva finanziaria è un punto di arrivo (tra l’altro neanche obbligatorio) e non un punto di partenza!

Comments are disabled

Comments are closed.