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LUCI E OMBRE DEL COPY TRADING

Vincenzo Quarta on 18 marzo 2014 - 9:41 in Approfondimenti

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Financial Conduct Authority, l’autorità britannica di vigilanza dei mercati finanziari, sta valutando la possibilità di regolamentare le piattaforme di social trading equiparando, le società che permettono di copiare le strategie di altri trader, a veri e propri gestori del risparmio.

Il copy trading, detto anche mirror trading, è una pratica che si è diffusa notevolmente negli ultimi anni: consente di replicare, fedelmente, le operazioni di uno o più traders “esperti” senza bisogno di intervenire nella fase di inoltro degli ordini al proprio intermediario, semplicemente collegando il proprio conto con quello dei traders che si è scelti di copiare. I traders preferiti possono essere scelti in base a diversi fattori: mercati su cui operano, performance storiche, drawdown, volatilità, ecc.

In altre parole, secondo l’interpretazione della FCA, gli investitori rimettono la gestione del proprio portafoglio nelle mani di altri traders, che prendono, in piena autonomia, le decisioni di acquisto e di vendita di strumenti finanziari. Il punto è che la maggior parte delle piattaforme di copy trading sono autorizzate ad operare come piattaforme di trading “execution only”, o di sola esecuzione, escludendo qualsiasi forma di consulenza finanziaria, attività che richiederebbe un diverso livello di autorizzazione regolamentare.

Per questo motivo l’Authority ha inviato una lettera, riportata dal Financial Times, alle società del Regno Unito che offrono servizi di copy trading dove viene consigliato di “contattare il regolatore del proprio Stato di residenza per ottenere le autorizzazioni necessarie e di cessare l’attività fino a quando queste non saranno concesse”. La lettera continua dicendo che le società di gestione del risparmio sono tenute a “garantire che le decisioni di investimento siano adatte ai propri clienti tenendo conto della loro situazione finanziaria e personale”.

In Italia, Consob, l’Autorità di vigilanza sui mercati e gli intermediari finanziari, Consobgià a luglio 2012 si era pronunciata in materia di mirror trading. Richiamando una decisione dell’Autorità europea ESMA, European Securities and Markets Authority, ha stabilito che lo svolgimento dell’attività di esecuzione automatica dei segnali di trading integra la prestazione del servizio di investimento della gestione di portafogli (Articolo 4(1)(9) della direttiva 2004/39/CE, MiFID). Pertanto, l’offerta del servizio di trading “a specchio” implica il rilascio delle necessarie autorizzazioni e il rispetto delle pertinenti regole di condotta da parte dei soggetti coinvolti. Discorso a parte per il “Pop Up Trading” o l’”Alert Trading”: quando la replica dei segnali non è automatica ma è l’investitore che deve confermare l’operazione non è richiesta una specifica autorizzazione.

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