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I MILLENIAL NON VANNO IN BANCA

Ida Pagnottella on 5 Marzo 2015 - 11:26 in Approfondimenti, Rendimento Zero Reale

Nel 2014 è stata conclusa  una ricerca durata tre anni, chiamata il  Millenial Disruption Index, per capire quali industrie subiranno gli effetti più devastanti a causa del arrivo della generazione “Millenial” sul mercato del lavoro e nel mondo adulto in generale. La generazione Millenial è composta dalle persone nate nei paesi Occidentali tra gli ultimi anni ’80 e i primi anni 2000. Il  risultato può essere sintetizzato in una frase: questa generazione, in genere, odia le banche ed il sistema bancario tradizionale. In genere! O meglio, pare che questa generazione rimanga completamente indifferente di fronte all’offerta di servizi finanziari proposti dalle banche. Il 50% dei millenial ritiene che la propria banca non sia diversa dalle altre, e cioè che siano tutte uguali alla fine. Il 71% dei Millenial dichiara che preferirebbe andare dal dentista piuttosto che ascoltare una proposta da parte della loro banca, e addirittura il 33% dei Millenial ritiene che non avrà bisogno di un conto bancario affatto. Qui potete trovare il PDF con la sintesi dei risultati.

Vediamo le implicazioni per le nostre strategie di investimento: il dato che mi ha colpito di più è che il 73% sarebbe più interessata ad un’offerta di servizi finanziari da parte di una società tecnologica come Google, Apple, Amazon, o PayPal, piuttosto che da parte di una banca tradizionale. Queste società tecnologiche e social network potrebbero diventare le nuove banche del futuro.

Ebay è proprietario di PayPal: da questo grafico mensile si vede come Ebay sta lottando da due anni con una resistenza di lungo periodo intorno ai prezzi attuali di 58 dollari. Se dovesse superare definitivamente questi livelli potrebbe iniziare un nuovo periodo di rialzi, mentre, se dovesse scendere sotto il supporto di 50 dollari in chiusura settimanale, o mensile, la tendenza positiva sarebbe compromessa. E’ un titolo da monitorare per verificare se riesce a superare i vecchi massimi.

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Facebook ha fatto domanda per avere una licenza bancaria Irlandese nel 2014, sembra aver iniziato una fase laterale e mantiene i supporti, per il momento; anche questo titolo è da monitorare per vedere se può superare definitivamente il livello degli 80 dollari.

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Google offre linee di credito ad imprese che vogliono lanciare campagne con il servizio AdWords. In passato, hanno creato alleanze con società finanziarie, dunque si può immaginare che hanno intenzione di essere sempre più presenti nel settore. Qui riporto il grafico settimanale dal 2009 ad oggi:

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TERREMOTI ANCHE IN ALTRI SETTORI

Riporto il link ad un report dove sono elencate le marche preferite dai Millennial: molte delle imprese indicate nel report sono quotate sui mercati regolamentati, molti titoli ormai sono molto cari, non correrei a comprare subito, però sono da seguire. Segnalo che non ci sono ETF o fondi specializzati su questo tema dei Millenial, perciò bisogna monitorare i grafici delle singole società per decidere se acquistare qualcuno di questi titoli e crearsi nel tempo un pacchetto titoli. Faccio presente che le banche centrali stanno ancora lottando contro la deflazione e la borsa americana è molto cara in genere, perciò niente fretta e consiglio sempre di fare una pianificazione finanziaria o confrontarsi col proprio consulente prima di investire in titoli.

Ho trovato diverse ricerche e società che studiano la mentalità dei Millennial”.  Il blog di Brendan Shaughnessy segue da vicino i trend e le preferenze di questa generazione, sottolineando come ci sono cambiamenti importanti da affrontare, sia per il settore della moda che per la ristorazione. Dopo aver perso quote di mercato e fatturato negli ultimi sette anni, Abercrombie ha deciso di togliere il suo logo dai capi di abbigliamento proprio per conquistare i Millenial che cercano uno stile personale, e non più il logo; tendenza confermata anche da altre ricerche e che spiega il successo di Inditex (Zara, Bershka) che non propone il logo o la firma ma propone continuamente nuovi capi, e non solo a inizio stagione.  Anche Mc Donald’s è in difficoltà da qualche anno, mentre il concorrente Chipotle ha sempre più successo, grazie ad una strategia di trasparenza totale nei confronti del consumatore.

Io intanto ho trovato un altro motivo per non consigliare di investire nelle banche tradizionali!

Dott. Ida Pagnottella, consulente finanziario indipendente a Milano e Pescara  

www.idapagnottella.it

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Consulente finanziario indipendente fee only  dal 2005, si dedica alla consulenza personalizzata su portafogli privati, e lavora principalmente a Milano. Nata e crescita in Canada, vive in Italia dal 1987. Dopo la specializzazione presso la SDA Bocconi e dopo aver lavorato come promotore finanziario, dal 1998  ha lavorato come formatrice, insegnando corsi di gestione dei propri risparmi e diritto dei mercati finanziari. Dal 2015 collabora con lo Studio Lupotto & Partners di Torino.

CONSULENZA GENERICA IN MATERIA INVESTIMENTI – AVVERTENZE: I commenti presentati da  consulente finanziario indipendente IDA ISABELLA PAGNOTTELLA  nel presente documento sono da considerare come consulenza generica e non come consulenza personalizzata, si invita sempre a rivolgersi al proprio financial advisor o consulente finanziario per valutare se gli strumenti citati sono adeguati ai propri obiettivi di investimento e propensione al rischio, prima di investire in qualsiasi strumento menzionato nei file audio. La Dott.ssa IDA ISABELLA PAGNOTTELLA , consulente finanziario indipendente, non garantisce alcuno specifico risultato conseguente ai commenti contenuti nei file audio inclusi nel servizio di commenti in audio ai mercati, e non assume alcuna responsabilità in ordine all’esito delle operazioni eventualmente effettuati  in base al presente commento

 

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