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ANNA BONTOI: ECCO COME SONO ARRIVATA A VIVERE DI TRADING

admin on 13 Settembre 2016 - 18:30 in Le Donne del Trading, News Italia, News Trading Online

Per quanto riguarda il trading online, Ana Maria Bontoi è la rivelazione del 2016. Del tutto sconosciuta al pubblico, si è piazzata seconda nella classifica generale dell’Investment & Trading Cup (ITCup) con un corposo +60,03%, ma prima nella classifica Forex con un ancor migliore +60,81%. Timida, ma lucida e determinata nelle sue scelte operative, Anna a 36 anni da tempo ha fatto del trading la sua unica professione. Ma come è arrivata a questo risultato? E cosa consiglia a chi vuole seguire i suoi passi?

Chi è Ana Maria Bontoi?
Sono nata a Constanţa, in Romania [in italiano Costanza, ndr], città in cui ho vissuto i miei primi 23 anni. In Romania frequentavo l’università e lavoravo per un ufficio cambia valute. Quello fu il mio primo vero lavoro. Nata nel 1980, facevo parte della generazione di transizione dal comunismo alla democrazia. Seguivo i consigli della mia famiglia e immaginavo che il mio percorso sarebbe stato tra i più comuni: scuole superiori- laurea- famiglia-lavoro da dipendente. Le cose sono andate però in modo diverso: nel 2003 conobbi mio marito e decisi di trasferirmi in Italia. Al mio arrivo qua capii che non avevo più nulla di quanto costruito, anzi, che tutto era da rifare. Non parlavo la lingua, non avevo amici, non avevo un impiego.

Come si è avvicinata al trading online?
Mi ci volle un po’ prima di entrare nella mentalità e nelle abitudini della mia nuova vita. Era tutto diverso da quanto avevo fatto prima. Nel corso dei primi anni che ho vissuto qui ho avuto esperienze lavorative in vari settori e ho incontrato molte persone speciali che hanno contribuito a farmi crescere. Nonostante avessi dei buoni risultati in ambito lavorativo, non mi sentivo soddisfatta. Mi sembrava che mi sfuggisse qualche cosa, che dal punto in cui mi trovavo non sarei mai riuscita ad afferrare. Fu in quel periodo che sentii parlare del mercato Forex, il mercato delle valute. Iniziai ad informarmi riguardo al trading online. La cosa mi piacque moltissimo, perché mi parve davvero di avere sotto ogni aspetto l’opportunità che stavo cercando.

Come si è preparata al trading?
M’incamminai lungo questa strada da autodidatta. Iniziai a leggere testi che trattavano di investimenti, corsi online gratuiti, forum. Non avevo capito che questa attività richiedeva un grande impegno e tanta conoscenza. In poco tempo mi sentii già pronta ad operare con denaro reale, a perseguire il mio sogno di guadagnarmi da vivere come trader. Mi ero prefissata l’obiettivo di “sconfiggere il mercato” e rimasi colpita quando capii che non stava funzionando. Continuavo a lavorare tra alti e bassi. Iniziai a frequentare dei corsi con alcuni noti trader. La mia più profonda gratitudine va a tutti loro per aver contribuito alla mia formazione, che è stato sicuramente il mio investimento migliore. Merita un ringraziamento speciale il mio educatore Marco Tosoni che mi ha fatto comprendere durante il cammino che abbiamo fatto insieme, che il fattore cardine del nostro successo siamo noi stessi.

Con quale capitale è partita?
Ho aperto il mio primo conto di trading con un capitale molto basso. Pensavo si potessero ottenere dei buoni risultati a prescindere dalla capitalizzazione. Stavo cercando di impiegare i vari pattern di analisi tecnica e continuavo a porre e a pormi le domande sbagliate. Mi stavo concentrando su quello che avrei voluto guadagnare, continuando a lavorare con la psicologia sbagliata. La conoscenza che avrebbe dovuto consentirmi consistenti guadagni non mi portava i risultati sperati. Sono passata da un sistema all’altro e da un conto all’altro prima di riuscire a limitare le perdite prima e a guadagnare poi. Ho capito in seguito che il capitale che si investe è una parte importante per la buona riuscita, e che difficilmente può essere quantificato da qualcun altro: è una scelta personale a seconda delle proprie possibilità.

Da quanto tempo opera? Con che risultati?
Opero da circa cinque anni. All’inizio, come la maggior parte dei trader, anch’io pensavo che i mercati fossero disciplinati da una sorta di ordine con potere straordinario, che alcuni posseggono e che per questo sono in grado di ottenere smisurati guadagni. Quindi sono partita alla ricerca del grande segreto per diventare benestante, i segreti del successo dei “fantastici” trader. Sono stata impressionata dall’agilità e dalle capacità di altri trader, ho seguito i sistemi di qualcuno di loro, però alla fine recepivo sempre che non ero poi molto più perspicace di prima. Stavo cercando un modello di comportamento e continuavo a trovare metodologie. Ho iniziato ad avere i risultati sperati soltanto dopo che ho conosciuto me stessa a sufficienza, mi sono liberata dai condizionamenti psicologici che mi facevano comportare nel modo sbagliato e oggi mi sono costruita un sistema che ben mi si adatta. Sono entrata in armonia con me stessa e con il mercato, ho trovato un equilibrio tra guadagni e perdite che mi permette di raggiungere gli obiettivi che mi propongo.

Come sei arrivata a vincere l’ITCup categoria Forex?
Il trading è un lavoro solitario. Ad un certo momento del mio percorso lavorativo, il mio coach-amico Marco mi ha consigliato di confrontarmi con me stessa, di mettermi in una competizione, per capire fino in fondo come la mia psiche lavora in altre condizioni di stress e in altri termini operativi, diversi dalla normalità. Per questo motivo ho deciso di partecipare all’ITCup. A questo proposito vorrei ringraziare Ascanio Strinati organizzatore di questo Campionato di Borsa con denaro reale, il quale, in collaborazione con i suoi partner, mi ha dato la possibilità di manifestare il mio lavoro. Ho vinto la categoria Forex 2016 (e seconda assoluta in classifica generale) con una performance finale netta del 60%. Ho operato in quasi tutti i giorni del campionato (in due mesi circa di competizione), con un massimo di 12 eseguiti e una media di circa 4. La maggioranza dei trade si è conclusa nella stessa giornata, mentre un certo numero di trade è stato chiuso il giorno operativo seguente. Il punto focale durante la competizione è stato mantenere basso il rischio e controllare bene la leva finanziaria. Ho sfruttato l’aumento di volatilità causato da alcuni dati macroeconomici nell’intraday. Oltre a fare uso abbondante della mia percezione, ho impiegato una tecnica che utilizza divergenze dirette.

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Ana Maria Bontoi con Ascanio Strinati, organizzatore dell’ITCup

 

Com’è la sua giornata lavorativa tipo?
Il Forex è un circuito finanziario globale decentralizzato per l’acquisto e la vendita di valute. Tra altre sue caratteristiche uniche, è aperto sei giorni alla settimana anche durante la notte. Di conseguenza “non dorme mai”. Io inizio la mia giornata presto, cercando di capire se durante la notte ci sono state delle notizie, degli eventi che hanno influito o potrebbero influire sul suo andamento immediato o a lungo termine. Focalizzo tutti gli elementi che fanno parte del mio piano di trading, le opportunità intraday se ci sono, la gestione del rischio, le notizie fondamentali in arrivo e l’apertura dei mercati azionari. Ho adattato il trading alle mie esigenze familiari, di conseguenza posso interrompere con tranquillità per dedicarmi alle attività extra-lavorative che si rendono obbligatorie durante la giornata. Pausa pranzo e pausa trading sono obbligatorie per evitare problemi di overtrading; se ho delle operazioni aperte occupo il mio tempo con lo studio e le statistiche necessarie per il buon svolgimento della mia attività. La sera controllo le chiusure giornaliere, durante il fine settimana quelle settimanali e/o mensili. Il lavoro più importante lo svolgo durante il weekend, a mercati chiusi: pianifico il più possibile la settimana entrante dopo aver raccolto tutti i dati che mi servono, controllo i trade aperti nel mio portafoglio, decido l’esposizione da mantenere, aumentare o diminuire secondo l’andamento che hanno avuto o dei probabili fattori di rischio in arrivo.

Quanto si può guadagnare come trader?
È una delle domande più comuni, spesso accompagnata da altre del tipo “dove va il mercato?”, “dovrei comprare?”, “ho comprato a quel prezzo, pensi che salirà?”, “che strategia dovrei usare per avere un numero maggiore di operazioni vincenti?”. Domande analoghe sono il pane per una grande industria designata a trarre in inganno. Il trader consapevole si preoccupa di proteggere il capitale nel caso in cui il mercato si rivolge contro. L’accettazione delle perdite è contraria alla nostra natura umana, ed è questa la grande domanda che i professionisti si preoccupano di farsi: “come controllo il rischio?”.
La grande maggioranza dei professionisti ha tra il 40%-50% di operazioni vincenti o anche meno. Il loro successo non deriva dall’anticipare esattamente l’andamento del mercato. Sono profittevoli quando il valore delle loro operazioni in guadagno supera quello delle operazioni in perdita.
La prima regola del trading è tagliare prontamente le perdite. Se si va a studiare il comportamento di un giocatore d’azzardo si può spesso notare come esso tende ad aumentare la puntata dopo una mano perdente e di scommettere di meno dopo una mano vincente. Seguendo gli studi di altri trader professionisti che hanno sviluppato dei buoni modelli di gestione del denaro, nel trading bisogna comportarsi in modo contrario: si diminuisce l’esposizione dopo un’operazione negativa e si aumenta dopo un’operazione positiva. In questo modo le perdite sono sempre sotto controllo e si lascia spazio infinito ai guadagni. Ovviamente la capitalizzazione, la conoscenza di se stessi e delle forze che regolano i mercati sono dei fattori molto importanti. In linea generale non esistono dei target comuni. Si può “supporre” che un trader consapevole, che mantiene una corretta gestione del rischio riesce a guadagnare 3%-10% mensile. In tutta onestà, credo che probabilmente, i risultati reali siano lontani da quelli che troppo spesso vengono millantati tramite i mezzi di informazione.

Che consigli darebbe a chi volesse seguire la sua strada?
Il trading, secondo me, potrebbe definirsi quasi un’arte. Io stessa per molto tempo ho immaginato di diventare un trader come i modelli che avevo. Ho scoperto strada facendo che non si può replicare nessuno. È fondamentale ricevere formazione di qualità. Trovare qualcuno che ti insegna e ti asseconda, che lascia spazio alla tua personalità. Io ho impiegato tutte le risorse nella mia preparazione e oggi capisco quanto questa sia stata la migliore scelta che avessi potuto fare. Perché in fondo si scopre che noi stessi siamo la migliore strategia, che stiamo operando per quello che siamo. Nel trading la nostra unicità, la nostra psicologia viene a galla ancora più forte. Al momento che si riesce ad acquisire tutta la formazione necessaria, si scopre di non essere più quelli di prima. Quando si va ad operare sui mercati finanziari si va per quello che siamo, non per quello che vogliamo. Non si va a fare trading per denaro. Si fa per passione, perché si vuole essere un trader. I guadagni sono soltanto la risposta ad un’attività fatta nel modo migliore che si possa fare. Per essere vincenti nel trading bisogna imparare a ragionare in un modo diverso, avidità e paura, emozioni positive o negative o speranze non devono più fare parte del proprio Io. Il trading si basa moltissimo sulle statistiche sui dati storici, su calcolo delle probabilità e su altri dati. Queste sono variabili che non mutano facilmente, mentre la psiche se non si sa controllare potrebbe danneggiare il lavoro che si va a svolgere. È stato proprio su questi aspetti che io ho lavorato di più, e quando si arriva ad avere un’assodata consapevolezza di sé che si somma alla buona formazione, il trading diventa vincente.
Per me, come per altri miei colleghi, il trading è il lavoro più bello del mondo. Offre delle possibilità che pochi altri impieghi o attività offrono. È un modo di conoscersi profondamente, uno stile di vita. Ci vuole partecipazione, applicazione, autocontrollo, il percorso può essere difficile. Il trading online ha il grande vantaggio rispetto a qualunque altra attività di poter essere esercitato a tempo indefinito usando una piattaforma con denaro virtuale, sino a che s’impara.
Raccomando a chi fosse interessato di affidarsi a professionisti del settore, a chi sul mercato sta tutti i giorni, a chi ha già acquisito la conoscenza e l’esperienza necessarie per poter formare un aspirante trader. È buona regola diffidare sempre di chi promette guadagni facili, di chi vuole indurre l’idea che in un tempo molto breve e con un capitale molto ridotto sia possibile diventare ricchi. Il trading online potrebbe non essere adatto a tutti, ancor prima di iniziare sarebbe doveroso capire la propria predisposizione al rischio e prendere coscienza in maniera ampia dei pro e i contro di questa attività.

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NOTA: L’intervista è stata raccolta dalla redazione di Millionaire, che ringraziamo per averne consentito la pubblicazione.

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